L'ESTERNO E' INTERNO

Negli insegnamenti divulgati da Salvatore Brizzi, in continuità con Gurdjieff, con il Cristo interiore dei Vangeli e con la psicologia archetipica di Jung, esiste una chiave di lettura non negoziabile: ciò che accade fuori accade perché prima è accaduto dentro. La realtà non è qualcosa che "capita", ma qualcosa che risponde. Il mondo è una superficie riflettente che rimanda all'uomo la sua reale statura interiore.
DISCLAIMER:
1) Non sono qui per compiacere i vostri ego.
2) Non sono qui per dare ragione alla vostra personalità.
3) Non sono qui per fare da cassonetto dell'umido dei vostri stati emotivi dovuti a traumi infantili non visti o non elaborati.
REGOLAMENTO:
1) Se leggendo ciò che scrivo provate fastidio: OSSERVATEVI e LAVORATE SU DI VOI!
Scaricate gratuitamente il pdf:
MANUALE DI EVASIONE DALLO PSICO-PENITENZIARIO di Salvatore Brizzi
2) Se leggendo andate in REAZIONE per il contenuto dei miei articoli: OSSERVATEVI e LAVORATE SU DI VOI!
Leggete: Le colonne del lavoro su di sé
3) Se non conoscete la LEGGE DELLO SPECCHIO studiatela oppure NON seguitemi fino a che non la studiate.
Guardate il video sulla Legge dello Specchio

SOLO I CORAGGIOSI
Grazie di Cuore

LE COLONNE DEL LAVORO SU DI SÉ

(i Princìpi del lavoro su di sé)


Poiché di recente ho avuto il vago sentore che alcuni fra di voi si siano dimenticati cosa significa lavorare su di sé, ho deciso di scrivere questo articolo per ricordarvi i punti salienti.

Ricordare = riportare al Cuore, dal lat.: cor, cordis.


Gli eventi incalzano.

È il momento di serrare i ranghi.

Non tollero zavorra al mio seguito.

PUNTO PRIMO. Il mondo si trova all'interno della mia coscienza, questo significa che TUTTI gli eventi che mi accadono sono inconsciamente voluti da me e operano per la mia liberazione, cioè la mia identificazione con l'anima e la mia apertura del Cuore. Ripeto: tutti gli eventi operano affinché io giunga all'apertura del Cuore.

PUNTO SECONDO. Il cardine di questo lavoro si trova nell'auto-osservazione. Quando mi accade qualcosa che "mi tocca", ossia che mi dà fastidio, devo ricordarmi di rimanere PRESENTE A ME STESSO e osservare cosa accade dentro di me, soprattutto sul piano emotivo, mentre vivo l'esperienza.

PUNTO TERZO. Lo scopo non è scacciare il disagio, bensì IMPARARE A SENTIRE ciò che provo, restando interiormente immobile, con coraggio, INSIEME AL FASTIDIO O ALLA SOFFERENZA, senza alcuno scopo se non acquisire energia ed evitare che venga sprecata dalla macchina biologica attraverso le sue manifestazioni. Man mano che imparerò a SENTIRE PER DAVVERO, sentirò attraverso il Cuore e la mia visione delle cose cambierà. La mia vita migliorerà giorno dopo giorno.

PUNTO QUARTO. Ripetersi due frasi fondamentali: «Sono io che glielo sto facendo fare – oppure – sono io che glielo sto facendo dire» e «Il mondo è bello, sono io che non ho occhi per vedere».

PUNTO QUINTO. La Legge dello Specchio. La realtà si trova all'interno della mia coscienza, quindi ciò che vedo all'esterno è unicamente una rappresentazione – uno specchio – di ciò che c'è al mio interno... che non voglio vedere... e che ricaccio nell'inconscio. Dal momento che non lo voglio vedere dentro di me, la vita me lo fa vedere all'esterno, negli altri. Se io trasmuto il mio interno, seguendo tutti i punti precedenti, avrò progressivamente una visione differente degli eventi e delle persone, cioè una visione cardiaca. La Legge dello Specchio vale sia per ciò che ammiriamo che per ciò che ci dà fastidio.

PUNTO SESTO. Devo osservare ogni mio giudizio verso le persone e gli eventi. Osservare restando presente a me stesso. Continuando a ripetere il punto quarto e il punto quinto la forza dei miei giudizi si ridurrà spontaneamente, progressivamente e inesorabilmente. E senza giudizio si percepisce la realtà oltre il velo, perché il giudizio sporca la visione.

PUNTO SETTIMO. Lavorare in maniera graduale – ma senza tregua – sulla disciplina del corpo, delle emozioni, della mente e del centro sessuale. Alcuni di questi aspetti vengono trattati nel mio libro "Benessere fisico e spirituale", ma non quello sessuale, di cui probabilmente parlerò in un libro futuro.

In nessun punto ho parlato di reprimere le emozioni o la sessualità.
In nessun punto ho parlato di non giudicare.
In nessun punto vi ho detto COSA dovete fare, vi ho solo indicato IN QUALE STATO dovete essere mentre vi accadono gli eventi, se volete operare una trasmutazione interiore.

Ho imparato negli anni che ciò che il pubblico capisce, spesso si discosta da ciò che dico io. Questo non è un lavoro semplice, sia da comprendere che da applicare. Non è semplice nemmeno per chi frequenta i corsi dal vivo perciò, a maggior ragione, dobbiamo costantemente restare coscienti dei limiti comunicativi della rete. Vi faccio un esempio: il giudizio. All'interno dei corsi ci s'impiega un anno a capire cosa è il giudizio e come gestirlo, mentre qui in rete tutti credono di sapere già cos'è e come riconoscerlo.
Non stiamo facendo "qualcosa di spirituale" per diventare più buoni. O ci si trasforma in una persona diversa oppure non serve a nulla. Sono necessarie molte spiegazioni e tante ripetizioni dei medesimi concetti per un lungo periodo; tuttavia, vedete di metterci un po' di impegno anche voi. Ne va della vostra libertà. Buon lavoro a tutti... e ve lo auguro con il Cuore.

Gli eventi incalzano.
È il momento di serrare i ranghi.
Non tollero zavorra al mio seguito.

Il vostro Scarasaggio alle Termopili
Salvatore Brizzi

L'ESTERNO COME TEATRO INIZIATICO - Protezionismo e crocifissione dell'ego

(la politica come chiave di lettura interiore)

La storia, in questa prospettiva, non è una sequenza di eventi casuali o meramente politici: è un rito iniziatico collettivo. Ogni crisi, ogni guerra, ogni embargo parla la lingua dell'ego e del suo rapporto conflittuale con l'Assoluto.


Il protezionismo come istinto dell'ego

Quando un popolo percepisce una minaccia esterna, reale o presunta, la prima reazione è il ripiegamento identitario. Si alzano confini, si invoca la patria, si rafforza l'autorità. Questo meccanismo è identico a quello dell'ego individuale quando avverte il rischio di perdere il controllo.

L'Italia, storicamente terra di invasioni, frammentazioni e dominazioni, conosce profondamente questa dinamica. Ma ciò che vale per l'Italia vale anche per Cuba, Venezuela, Iran e per molte altre regioni del mondo: la paura dell'invasione genera chiusura, e la chiusura genera strutture rigide, spesso autoritarie.


Dal punto di vista iniziatico, non è rilevante stabilire chi abbia "ragione" sul piano politico. Ciò che conta è riconoscere il movimento della coscienza: quando l'identità si sente minacciata, scatta il riflesso difensivo. Sempre.


L'aggressore e il liberatore: due maschere dello stesso ego


Le grandi potenze che intervengono in nome della sicurezza nazionale, imponendo embarghi o guerre preventive mascherate da esportazione di pace e democrazia, incarnano l'altro volto dello stesso archetipo: l'ego che non si limita a difendersi, ma invade per prevenire.


L'idea di piegare un popolo attraverso la fame, la scarsità, l'usura psicologica, affinché esso rinunci alla propria sovranità e chieda di essere "liberato", è perfettamente coerente con la logica dell'ego controllore: io so cosa è meglio per te.


Lo stesso schema si è manifestato nel Novecento europeo. L'orgoglio nazionale esasperato della Germania nazista e dell'Italia fascista non è stato sconfitto da un risveglio di coscienza, ma da una crocifissione storica imposta dal logoramento di anni di guerra, distruzione, carestia, umiliazione. Quando l'ego non molla volontariamente, la realtà lo costringe.


L'embargo come crocifissione collettiva


L'embargo economico è una forma moderna di crocifissione: lenta, silenziosa, prolungata. Non distrugge immediatamente il corpo, ma la mente, indebolisce progressivamente il senso di identità. Mira a spezzare la volontà, non con l'esercito, l'occupazione o i missili, ma con la fame.


Dal punto di vista iniziatico, questa dinamica non è "ingiusta" né "giusta": è speculare. Mostra cosa accade quando una struttura identitaria si irrigidisce oltre misura. Ogni ego collettivo, come ogni ego individuale, prima o poi viene portato al limite delle proprie risorse.


Il lavoro su di sé: l'ego sotto assedio


Nel lavoro interiore accade esattamente lo stesso. Quando l'Assoluto, l'Essere, la Presenza comincia a farsi spazio nella vita del ricercatore, l'ego percepisce un'invasione. Non la vive come una liberazione, ma come una minaccia esistenziale.


A questo punto l'ego reagisce in due modi:


Protezionismo difensivo: resistenza, razionalizzazione, spiritualità di facciata (religiosità), lamentela e vittimismo. L'ego dice: "Fin qui puoi arrivare, oltre no". È il controllo, la dittatura interiore.


Imperialismo spirituale: l'ego invade il territorio dello spirito, si appropria dei concetti, parla di risveglio, di volontà, di libero arbitrio, ma in realtà rafforza il controllo. È la falsa libertà dell'ego che si appropria del linguaggio e delle risorse intellettuali dello spirito per riprendere il controllo della macchina biologica (il falso sé).


In entrambi i casi, l'Essere resta imprigionato.


La crocifissione dell'ego


Nel cristianesimo esoterico, la crocifissione non è un sacrificio morale, ma un processo operativo. L'ego non viene eliminato, ma inchiodato: reso incapace di interferire. Immobilizzato tra passato e futuro, esposto alla luce della coscienza.


Gesù non combatte l'Impero, non difende un'identità ebraica, non invoca alleanze. Accetta la morte delle identificazioni. Questo è il punto che l'ego teme più di ogni altro: la resa senza condizioni.


Così come i regimi cadono quando le loro strutture non reggono più la pressione, l'ego cade quando non riesce più a sostenere la finzione di essere il centro.


Io utilizzo le cose del mondo come uno specchio, per leggere il mio mondo interiore, per lavorare su di me


Il mondo contemporaneo non chiede di essere giudicato, ma letto. Ogni guerra, ogni embargo, ogni nazionalismo esasperato mostra all'uomo ciò che accade quando l'ego governa in nome della sicurezza, del potere, per paura di perdere il dominio/controllo.


Il ricercatore interiore non prende posizione politica per reazione emotiva, ma osserva il riflesso. Sa che ciò che combatte fuori è ciò che deve riconoscere dentro di sé.


La vera rivoluzione non è abbattere l'invasore esterno, ma permettere all'Assoluto di invadere noi senza opporre resistenza. Questa è la crocifissione dell'ego che precede ogni resurrezione.


Luciana Briganti

IL SISTEMA MENTE

(lavoro su di sé e lettura degli eventi del mondo)

La paura nasce nella mente. E quando ci identifichiamo con la mente, è la mente a dominarci.

Da questa semplice verità discende una chiave di lettura radicale del mondo che ci circonda:


Ciò che chiamiamo "Sistema" — governi, apparati, controllo, propaganda, coercizione — non è altro che il riflesso esteriore di una struttura interiore: una mente collettiva non osservata, dominata dalla paura, dalla separazione, dall'istinto di sopravvivenza.


Il Sistema non è un'entità astratta e lontana. Il Sistema vive dentro l'uomo frammentato che ha paura.

Paura di perdere sicurezza, identità, approvazione. Paura di essere escluso, punito, lasciato solo. Ed è proprio questa paura a rendere l'essere umano governabile, schiavo. Quando ci facciamo sopraffare dalla paura rinunciamo alla nostra sovranità. Per paura ci sentiamo sopraffatti, ci blocchiamo e accettiamo che qualcun altro decida per noi, per il nostro bene, cosa è giusto, cosa è vero, cosa è permesso, esattamente quello che è accaduto alla massa durante il periodo covid.


Chi lavora su di sé vede questo meccanismo. E nel vederlo, smette di combattere il nemico fuori come se fosse separato da lui ed inizia a guardare dentro, ad affrontare le proprie paure, a modificare il suo Stato Interiore.


Le crisi globali, le guerre, le pandemie, le imposizioni, le polarizzazioni ideologiche non sono "incidenti della storia": sono manifestazioni di uno stato di coscienza. Sono lo specchio di un'umanità che non ha ancora imparato a osservare la propria mente, a distinguere tra pensiero e verità, tra paura e intuizione.


Quando una società accetta il controllo in nome della sicurezza, è perché interiormente è già controllata dalla propria mente (dal falso sé). Quando accetta la censura in nome del bene, è perché ha paura della verità. Quando accetta la guerra in nome della pace, è perché non ha fatto pace con le proprie ombre, ecc.


Il lavoratore su di sé non nega il mondo esteriore, ma smette di attribuirgli il potere. Comprende che ogni sistema di dominio prospera solo dove trova terreno fertile nella psiche umana. Per questo il suo lavoro non è principalmente politico, ma ontologico: lavora sull'Essere.


Il lavoratore su di sè osserva la sua mente. Riconosce la paura quando emerge. Non si identifica con essa. Non reagisce al mondo delle'ombre.


Nel momento in cui la paura viene vista, perde forza. E quando perde forza, il Sistema — qualunque forma esso assuma all'esterno — comincia a sgretolarsi. Non perché venga abbattuto con la violenza, ma perché smette di essere alimentato, smettiamo di credergli.


Il vero atto rivoluzionario è la disidentificazione.

Il vero atto sovversivo è la presenza.

Il vero atto politico è il risveglio della coscienza.


Liberarsi dalla paura significa tornare sovrani di noi stessi, smettere di reagire AL mondo e iniziare ad agire NEL mondo. Da lì nasce una volontà limpida, non manipolabile, non ricattabile, ferrea.


Il mondo cambierà solo quando l'uomo smetterà di cercare fuori ciò che deve guarire dentro. Perché finché la mente governa attraverso la paura, il Sistema sarà alimentato da noi ed avrà sempre nuove maschere. Ma quando l'Essere si ricorda di sé, nessun sistema può più dominarlo.


E la vera liberazione non arriva dall'abbattere un potere esteriore ma dal dissolvere la paura che lo rende possibile, dall'acuisire occhi per Vedere la realtà: l'esterno è interno.


Luciana Briganti

SILENZIO E TERRIBILE BELLEZZA

(Quando osservo la mia mente mi accorgo che...)

Quando osservo la mia mente mi accorgo che a volte sorgono pensieri paurosi. Per esempio: magari per 1 o 2 giorni sento un dolore alla pancia, ed allora sorge un pensiero: "cosa potrà essere?". E dal quel pensiero ne nasce un altro, "come le ciliegie, una tira l'altra". "Potrebbe essere una malattia?" E poi: "che malattia potrebbe essere"? ecc, ecc... È così che funziona la nostra mente, instilla paure, cerca di farci venire mille pensieri che ci allontanano dalla centratura, ci fa provare emozioni di ansia, angoscia, rabbia riportandoci alla mente episodi passati o preocupazioni future.

La mente adopera OGNI mezzo per mantenere il suo dominio su di noi.

Uno dei mezzi più adoperati dalla mente è richiamare la nostra attenzione su quel che accade fuori da noi, nelle cose brutte che succedono ad altri, in altri paesi, nella paura che quelle cose brutte possano accadere a noi o a qualcuno che amiamo, e così ogni giorno, la mente usa il passato (i ricordi), il presente (la cronaca) e anche il futuro (le preoccupazioni) per tenerci schiavi dell'illusione.

Per questo l'unica via d'uscita sta nel praticare la Presenza. Anche quando si guarda il telegiornale! Ma soprattutto osservare i nostri pensieri senza indentificarci con loro, non siamo noi a pensarli, è il nostro "falso sè" a proporceli, e così che la mente con la quale ci identifichiamo ci mantiene nel sonno della coscienza, perennemente ipnotizzati come quando guardiamo la televisione.

Per questo anche gli eventi politici possono essere una palestra per il lavoro su di sé, perché muovono la paura e l'emotivitá molto più della normale vita quotidiana. Femminicidi, omicidi, guerre, catastrofi naturali, ecc, sono il film trasmesso h24 da dove la nostra mente ricava immagini potenti da poterci propinare per farci mandarci in stati emotivi che sono cibo per lei, che richiamano tutta la nostra attenzione impedendoci di restare nel qui e ora.

Quando sei nel qui e ora vedi e senti tutto questo film che ti scorre davanti e nella testa come se non ti appartenesse, ti distacchi dall'ipnosi ma resti nell'occhio del ciclone, senti tutto quel rumore ma nulla ti tocca. Sei al centro del caos, come un faro in mezzo alla tempesta, ed alla fine restano solo silenzio e terribile bellezza.


Luciana Briganti

LA PAURA TI CONTROLLA, TI DOMINA

(cosa abbiamo imparato dal periodo covid?)

Giustificare e addirittura invocare le politiche emergenziali, il restringimento delle libertà individuali e collettive, per ragioni di "sicurezza nazionale", non vi ricorda nulla? Non vi dice nulla?


 Allora non abbiamo ancora imparato la lezione, ed è giusto che si ripeta.


Che sia un virus, che sia l'allerta clima o il pericolo maranza/baby gang, delinquenza o terrorismo, occorre sempre chiedersi: "CUI PRODEST?" Ossia: a chi giova? A chi porta vantaggio?

LA MENTE MENTE


Mi accorgo che anche fra chi PAREVA avere capito, ci sono molti che NON avevano capito veramente "il giochino", lo stratagemma, lo schema, e quindi vengono ingannati nuovamente, con altri temi, pur se lo schema è sempre quello.


Perché accade questo? Perché le PAURE su cui fanno leva sono diverse. Un ipocondriaco ha paura di ammalarsi allora invoca l'obbligo vaccinale, il green pass perché teme per la sua sopravvivenza e ODIA chi non si adegua a queste leggi, ma forse non ha paura del diverso, dello straniero e quindi lotterà contro la reimmigrazione, così come qualcuno che non ha paura dei virus lotterà contro il green pass, le mascherine e l'obbligo vaccinale, ma ha paura dell'uomo nero e vorrà l'ICE repressiva che deporta gli immigrati anche qui, giustificando se qualche attivista ci rimane secco perché non si adegua a queste misure. Ognuno di noi ha un punto debole e sente bisogno di protezione... e qui che lavora "il Sistema", giocando con e facendo leva su, le nostre paure.


La domanda che occorre farsi allora quale è?


 Cosa sei disposto ad accettare in nome della "sicurezza"? Fino dove sei disposto a cedere sui tuoi APPARENTI diritti e le tue APPARENTI libertà pur di sentirti protetto?


Purtroppo devo prendere atto che la soglia di attenzione è ancora troppo bassa, perché se non ci ha "fregati" (CHI?) con il covid, ci frega (CHI?) su altro: immigrazione, clima, terrorismo, insicurezza, Russia, Israele, Venezuela, Iran... basta trovare IL NEMICO ADATTO, muovere la leva psicologica giusta che innesca la paura e la conseguente richiesta automatica e meccanica (non ragionata) di protezione, ed ecco che la massa invoca il riarmo, la deportazione, la repressione armata, l'invasione di altri paesi e civiltà come guerra preventiva al terrorismoh, l'uccisione del diverso, del resistente, del non allineato, del ribelle... Un Nome di Cosa? DELLA SICUREZZA. A causa di cosa? DELLA PAURA CHE NON ABBIAMO ANCORA IMPARATO A GESTIRE DA SOLI.


N.B.: CHI ha interesse a mantenerci schiavi?


Luciana Briganti

DAVANTI ALLA VITA CROLLA IL CASTELLO DI CARTE MENTALE
(ovvero: non millantate, siate ciò che siete qui e ora)
Ci sono persone che parlano con estrema sicumera di principi spirituali, iniziazioni di X livello, chakra, salti quantici, Anima, ecc, come se avessero davvero realizzato tali traguardi anziché averli solo letti e studiati in qualche libro più o meno esoterico.
Io capisco che alcune di queste persone sono arciconvinte (nel loro trip mentale) di aver capito e compreso i principi spirituali elevati che governano il mondo e l'universo, ma ci sono anche molti che si inventano di tutto in stile Vanna Marchi, tanto hanno capito che ci saranno sempre dei 'polli newage' da spennare (e per inciso, ho sempre pensato che chi si fa spennare da certi "guru" se lo merita).

Ad ogni modo, l'unico insegnamento che VALE è quello dato con l'ESEMPIO e non a parole, a parole si possono spiegare tante cose ed intortare tante persone, ma è solo l'Esempio (buono o cattivo) ciò che educa davvero. Dunque, se vuoi educare alla gentilezza? Sii gentile. Se vuoi educare al rispetto? Sii rispettoso. Se vuoi educare alla pazienza? Sii paziente. Se vuoi educare alla gioia? Gioisci. Se vuoi educare all'Amore? Ama. Cari fratelli, se non avete mai provato cos'è l'Amore, come fate ad educare gli altri all'Amore? Credetemi, sono veramente poche le persone che hanno realizzato cosa è veramente l'Amore. Se non riuscite ad avere una relazione di coppia sana come fate ad educare gli altri ad avere una coppia sana? Ditemi, cosa accade quando fai finta di essere ciò che non sei? A cosa starai educando chi ti ascolta/osserva? Alla Menzogna, all'Ipocrisia, alla Falsità. Pensaci. Cosa accadrà quando qualcuno scoprirà che tu non sei gentile, generoso, paziente, rispettoso, amoroso, in definitiva, che non sei quel che dici di essere, che porti una maschera quando fai lezione, che non sei quel che vuoi dare a vedere? Quale sarà la tua responsabilità in questo? Cosa accadrà quando le persone scopriranno il tuo lato B, la faccia che tieni sempre in ombra, il tuo gemello stronzo che nascondi al mondo? Ecco, lo scandalo!

Perché veniamo spesso delusi dalle persone che "insegnano la spiritualità"? Perché spesso scopriamo che sono come i Sacerdoti del Tempio: sepolcri imbiancati. Ipocriti. Perché spiegano la legge ma non la seguono, non la mettono in pratica in prima persona. Se coloro che insegnano non sanno mettere in pratica su di loro ciò che pretendono insegnare al prossimo, il risultato sarà INCOERENZA. Questo capita spesso con i preti che predicano bene e razzolano male, e quando scopriamo i loro peccati, la tentazione di abbandonare la fede è forte perché tendiamo a pensare che i preti dovrebbero essere i primi a dare l'Esempio. Ecco lo scandalo!

Cari fratelli, sta giungendo un tempo in cui queste incoerenze saranno fatali per coloro che le mettono in pratica. Sta arrivando il tempo di raccogliere ciò che abbiamo seminato, dunque d'ora in avanti sarà più che mai necessario seminare con attenzione. Sta giungendo il tempo di ESSERE SINCERI. La VERITÀ vi renderà liberi! Dunque sarà preferibile che se non siete gentili, non facciate finta di esserlo, e mille volte meglio che siate onestamente non gentili e non ipocritamente gentili, questo è il primo passo per imparare ad essere gentili, la vita vi farà da specchio e vi guiderà nel percorso della gentilezza. Se non siete pazienti, non fate finta di esserlo, siate genuinamente impazienti, questo vi porterà poco a poco a diventare più pazienti comprendendo meglio la vostra impazienza, si aprono strade meravigliose e miracolose per coloro che hanno il coraggio di camminare nella Verità. Dunque, se avete paura non fate finta di non averne, entrate dentro la vostra paura per scoprire da dove proviene e cercate dentro di voi il coraggio e le strategie per superarla. Se siete vendicativi, osservatevi mentre provate rancore e meditate vendetta, anziché scacciare da voi questi sentimenti poco celestiali provando vergogna per essi, ricordate che tutto ciò che nascondete sotto al tappeto prima o poi puzzerà e verrà a galla.

Se volete realmente lavorare su di voi, tutto quello che dovete fare è osservarvi mentre siete voi stessi fino al midollo, questo genererà COERENZA e la COERENZA è la base da cui partire per costruire una casa solida, sulla roccia. La Coerenza è come il cemento. Dunque, se volete davvero lavorare su di voi, bisogna che iniziate dalle fondamenta, il che significa conoscere voi stessi fino in fondo e non far finta di essere ciò che non siete. Il lavoro procederà più lentamente ma almeno saprete di non aver saltato dei passaggi, dimenticando di mettere il cemento tra i mattoni. Quando fate finta di essere quel che non siete state creando crepe e da queste crepe si creeranno delle infiltrazioni le quali, piano piano, corroderanno le fondamenta in silenzio e quando sarete arrivati al terzo piano/livello della vostra casa, prima sentirete uno scricchiolio, poi vedrete un crepa e quando vi renderete conto di quello che sta accadendo sarete già seduti col culo per terra e la vostra casa, che credevate cosí solida, sarà crollata come un castello di carte sulla vostra testa.

Io ve l'ho detto.
Luciana Briganti
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